Censimento dei poeti

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Carlo Falconi

Carlo Falconi, nato a Castel S. Pietro T. il 19/11/1975, vive a Imola. Ha pubblicato le raccolte di poesie Albùmida (Libroitaliano World, Ragusa, 2002), Il brillo parlante (stampa autonoma, Imola, 2004), Blëc, poesie nel dialetto della vallata del Santerno (Tempo al Libro, 2008, Faenza) risultata finalista nella sezione Opera Prima del Premio Lanciano 2008, Uscita di sicurezza, poesie dagli anni zero (L’arcolaio, Forlì, 2010)  classificatasi 3° nella sezione poesia edita del XXII Premio Valle Senio, E’ cruséri (Tempo al Libro, Faenza, 2013).


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Di dè a m’ smêngh

ed vìvar

 

A n’ ò brisa vôja

ed dé badarëla

a ste mônd spintacè

ch’ e zavàja

 

 

Alcuni giorni mi scordo/di vivere//Non ho voglia/di dare ascolto/a questo modo caotico/che impazzisce

 

Da E’ cruséri (Tempo al Libro, Faenza, 2013)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Casalfiumanese fino alle medie, Imola superiori e Bologna universià
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì, per amore e lavoro
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Sì, ho pubblicato 2 libri di poesie in dialetto della valle del Santerno
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ingegneria per l'ambiente e il territorio all'Università di Bologna. Successivamente e privatamente corsi sul dialetto all'Università Aperta di Imola
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    no, per niente
  • 7. Quali lingue conosci?
    oltre al dialetto, me la cavo con l'inglese e riesco a fare qualche discorso in spagnolo
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    qualsiasi dialetto della penisola e un poco inglese, ma necessariamente con traduzione
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    vitale
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    direi una ventina di libri
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    romanzi di autori contemporanei e del secondo novecento (avallone, cavina, ecc...)
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    scarsissimo
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    ne ho letti in passato, ma avrei bisogno di ripassarli
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    per il dialetto citerei Walter Galli, Tonino Guerra, Giovanni Nadiani, Raffaello Baldini e Annalisa Teodorani, mentre sul fronte italo-estero direi Campana, Caproni, Ginsberg e la beat g.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    tutti i libri della Annalisa Teodorani. poi ultimamente mi ha colpito quella che resta di francesca del moro
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    sì, assieme a Fantuzzi, Renzi e Della Capa organizziamo da qualche anno Luoghi diVersi nel comprensorio imolese
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    scarso
  • 19. Hai un blog?
    no
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    no
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    dovrebbe esserci, ma non riesco a trovargli uno spiraglio
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    no
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    certo che sì, ma credo che la poesia debba partire dal basso, dalla gente comune per far comprendere che la poesia descrive noi, loro