Censimento dei poeti

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Vincenza Scuderi

Vincenza Scuderi è nata il 19 dicembre 1972 a Catania, dove vive e dov'è germanista presso l'università. È saggista, traduttrice, e poeta. Si occupa fra le altre cose di poesia contemporanea di lingua tedesca. Appartiene all'associazione-casa editrice incerti editori.
La raccolta Accade soprattutto per la strada è risultata prima classificata nella sezione poesia del concorso “Pubblica con noi 2013” di Fara Editore, per i cui tipi è in corso di pubblicazione nel volume collettivo Scelte vincenti. Una sua poesia era precedentemente apparsa su “Cultura&Libri”, n. 136/137, 2001.

E-mail: [email protected]

Nella città del Perugino

Nella fontana

maggiore restaurata

non ci sono più piccioni.

Prima andavano col telo da mare

tutti i giorni a fare i bagni.

Ma le portatrici d’acqua

che Rosso Padellaio fuse

per Nicola Pisano,

sono al sicuro se l’orda tornasse,

ellenizzanti di grazia antica

nella Galleria nazionale dicono:

“Il medioevo

non c’era nemmeno

nell’era di mezzo”.

Tuttavia è piena di piccioni la Galleria,

dallo Spirito Santo affilati come lampi

pronti a colpire il cuore di Maria.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Catania, un anno di Erasmus a Duisburg, una parte del dottorato e altri periodi di ricerca a Vienna
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo nella stessa città
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Ho scritto finora una poesia, e alcuni incipit che vorrei diventassero dei veri testi
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Lettere moderne, e poi ho virato verso la germanistica attraverso il campo della traduzione
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
  • 7. Quali lingue conosci?
    Tedesco, che insegno; inglese; francese anche se lo parlo poco; sto imparando il ceco
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    tedesco, inglese, francese, se capita spagnolo, comincio a leggere il ceco
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Fondamentale. Io l'ho "imparata" lì, cioè ne ho imparato lì la bellezza.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non lo so, per lavoro non faccio che leggere libri, spesso di poesia.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Saggistica, romanzi.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Una patria d'origine, che mi ha insegnato molto ma che che adesso frequento poco
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Direi un buon rapporto! Sono parte del mio bagaglio.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Caproni, Montale, Cristina Campo, Eliot, Benn, Hofmannsthal (o si intendono solo italiani?) Troppo complicato spiegare i motivi qui in poche parole
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    "Ogni cinque bracciate" di Vincenzo Frungillo, "Ruggine" di Marilena Renda,
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    I socialnetwork poca, la rete sì, accompagnata dall'ufficio stampa dell'università per cui lavoro
  • 19. Hai un blog?
    No (o forse dovrei dire "non ancora")
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Non per ora sul fronte poetico
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    L'Austria per esempio
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Ridando il giusto posto alle cose. Come rinominarle di nuovo, nelle loro funzioni. Non "a cosa serve" la cultura, ma "che funzione ha" la cultura: i luoghi deputati, che poi danno il la a tutto il resto (vedasi la questione "tagli"), penso dovrebbero ripartire da qui.