Censimento dei poeti

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Gerardo De Stefano

Gerardo de Stefano è nato a Napoli, il 26 febbraio 1976. Girovaga da molti anni per l'Europa, svolgendo i più svariati mestieri. Dopo alcune autoproduzioni letterarie (EdizioniMon), nel 2012 esce la sua prima pubblicazione ufficiale, Stigmate_&_Stilemi edita per Thauma Edizioni di Pesaro. E' stato ideatore e direttore artistico delle prime tre edizioni di “Performativa”, rassegna rivolta all’incontro delle varie forme d’arte e di poesia moderna. Attualmente vive e lavora come marinaio su una barca a vela ormeggiata nella laguna veneziana.

E-mail: [email protected]

Le cose stanno così

Le cose stanno così

Mutevoli, implacabili

Così, si situa l’intraprendenza

 

Le cose stanno così

Imparziali, si agitano

Così, si regola l’espansione

 

Le cose stanno proprio così

Tutte tese, con la mistica musicale

Così, accompagnate a fuochi di prestigio

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Treviso, Napoli, Bologna.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo dove ho scelto di vivere, il più possibile vicino a una grande quantità d'acqua, se non proprio sopra, a una grande quantità d'acqua.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No, è una prerogativa, lusso o fortuna che purtroppo non mi posso permettere, non possedendo che un'unica lingua madre, l'italiano. Apprezzo molto però chi è dotato di questo dono.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho un diploma Magistrale, e ho frequentato un anno di università, storia orientale.
    Ho anche un diploma europeo di lingua tedesca (rilasciato dalla Comunità Europea), e un diploma di attrezzista (Rigger) per le barche a vela (rilasciato dal Ministero dei Trasporti italiano)...
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    No.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Qualche volta.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Tedesco molto bene. Inglese e francese non troppo bene.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Generalmente a quelle europee, ma la passione per le Lingue, anche quelle antiche, nel limite del mio possibile, è molto grande.l
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Trovo che la scuola sia uno degli ambienti più coercitivi che il Capitale abbia prodotto.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Direi proprio di sì, e da parecchio tempo pure.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Frequento spessissimo le biblioteche pubbliche.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Romanzi, saggi, testi di esoterismo, libri tecnici, la cultura e i libri sono proprio una bella cosa.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Il pensiero di come l'America,
    Il pensiero di come l'America,
    Il pensiero di come l'America sarebbe
    Se i classici circolassero di più...
           Eh be'!
           Mi toglie il sonno.

    (cit.)
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Presumo sia quello di chi legge tanto.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Sono tantissimi, una lista sarebbe limitante, ma spesso ho imparato di più sulla poesia leggendo romanzi che libri di poesia. Posso dire che ho una predilezione per i poeti dell'Avanguardia, qualunque essa sia, e per i poeti morti giovani.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Vincenzo Ostuni con il Faldone, Marco Giovenale (n.1969) In Rebus, Andrea Raos (n.1968) Le api migratori, Chiara Daino con Metalli Commedia, Andrea Ponso, I ferri del mestiere...René Daumal diceva che bisogna perfezionare l'imperfezione stessa.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Un ruolo molto importante.
  • 19. Hai un blog?
    No, ne serve un altro?
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    A volte capita.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    C’è di meglio per la vita che aumentarne la velocità. (Cit.)
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Penso a Angye Gaona, poetessa colombiana incarcerata per ragioni assurde. Evidentemente da qualche parte del mondo i poeti fanno ancora paura.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Bisognerebbe che riuscissimo ad essere il meno autoreferenziali possibile.