Censimento dei poeti

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Velvet Afri

Velvet Afri è nata a Trieste il 9/11/1973, vive a Trieste. Nel 1996 ha vinto il Premio Ediclub con la sua prima raccolta Currenti Calamo (Ediclub, Latina 1998). Sue poesie sono pubblicate in diverse antologie, da quelle di bandadiversi di Varese (con cui ha partecipato a diverse edizioni della Carovana di versi) a quelle dei Benandanti di Portogruaro a Plastic Poetry Party (curata da Ann Clare Matz e Monica Borettini – Lulu.com ed. 2006). Molte altre sono reperibili in Rete.


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L'attesa

Ho atteso a lungo che il vento riempisse la vela e mi portasse via,

altrove

 

Attendendo ho pettinato i capelli di bambole tristi,

prima di staccare loro la testa e

stuprarle con i cannoni di Navarone

Non hanno mai chiuso gli occhi,

forse perché non avevano palpebre

Non un grido, forse perché non avevano fiato né voce

 

Attendendo ho ammaestrato la vita che avevo come i leoni del circo,

con frusta e sgabello, e lei mi ha sbranato prima che finissi

 

Ho atteso tutta la morte in questa cassa di zinco che qualcuno bussasse,

invano


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Trieste
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Scrivo sempre in italiano, a parte un'unica poesia, in dialetto triestino
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Operatore turistico
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    No, per niente
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Direi di no, anche se lavorando in una scuola di danza si potrebbe dire che della poesia c'è
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese e francese, un po' di greco moderno
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese, francese, spagnolo, greco moderno
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Non conosco la situazione della scuola attuale. ai miei tempi fu la prima poesia che mi è stata insegnata ("Piove" di Ada Negri) a farmi desiderare di scriver poesia
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    A volte. In generale preferisco la prosa
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Due
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Horror, fantasy, mainstream
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Non ne leggo dai tempi di scuola
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Non amo i classici dell'Otto/Novecento
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Leopardi, Ungaretti, Merini. I motivi li tengo per me.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    "Passando per New York" di Christian Sinicco
    "Poema disumano" di Luigi Nacci"
    "Capitoli della commedia" di Martino Baldi

    Comunque tre sono troppo pochi
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    L'ho fatto in passato
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Faccio parte di diversi gruppi di poesia su facebook, ma che, confesso, frequento poco. Però mi piace tenermi informata su quello che succede
  • 19. Hai un blog?
    Lo avevo, attualmente no
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    L'ho fatto in passato, attualmente no
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Sinceramente non credo, e se c'è lo lascio avere agli altri
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    No
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Non lo so