Censimento dei poeti

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Corrado Benigni

Corrado Benigni è nato il 25.07.1975 a Bergamo, dove vive. Ha pubblicato nel 2012 il libro di poesie Tribunale della mente (Interlinea); nel 2010 la sua silloge Giustizia è stata inclusa nel Decimo Quaderno italiano (Marcos y Marcos, a cura di Franco Buffoni); del 2005 è la sua prima raccolta in versi: Alfabeto di cenere (Lietocolle).

 


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Sulle parole saremo giudicati,
sulle parole che non abbiamo detto
saremo giudicati
da una voce precedente.
Attenetevi ai fatti, dunque, schiarite gli indizi
dei vostri alibi, poco è ciò che rimane.
Dentro un cerchio la ragione
cerca il suo perno smarrito, la verità
che non ha nomi,
ombre che l’albero di Giuda proietta
sopra questa terra che dicono promessa
dove nessuno osa voltarsi, colpevole o innocente,
ma ogni scomparsa lascia
la traccia di un risveglio.

 

 

da Tribunale della mente (Interlinea, 2012)

 


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Bergamo e Milano
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Legge
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No. Anche se ho pubblicato un libro, "Tribunale della mente," che è tutto incentrato sul tema della giustizia e del giudizio, quindi strettamente legato alla mia attività di avvocato. Detto questo, penso che ogni lavoro abbia a che fare con la poesia, perché la poesia ha anche fare con la vita.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese e francese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese e francese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Ne ho un ricordo lontano. Penso comunque sia importante, nel mio caso lo è stato. Ho avuto la fortuna di avere incontrato insegnanti che mi hanno fatto amare la poesia. Partendo dai classici, dalle nozioni, da cui la scuola non può prescindere.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non saprei, torno spesso sugli autori che amo. Ma mi tengo sempre informato sulle nuove uscite.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Narrativa e saggistica (filosofia, soprattutto).
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Fondamentale.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Imprescindibile.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Campana, per sua lucida follia; Fortini, per i suoi versi come sentenze fulminee; Montale, per la precisione delle immagini. E poi molti stranieri, come Simic e Strand, che mi hanno insegnato una maggiore distensione del verso. E anche la sudafricana Ingrid De Kok, vicina ai miei temi, legati alla giustizia e ai tribunali. E poi ancora Trakl, Mandelstam e il grande Borges.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Penso che gli ultimi numeri del "Quaderno italiano di poesia" curato da Franco Buffoni per Marcos y Marcos contengano molte sillogi interessanti. Da cui sono nati o potranno nascere in futuro libri importanti.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    In passato.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Non credo siano questi i luoghi di approfondimento. La rete è ancora uno spazio troppo indistinto e senza regole, senza filtri, per essere credibile. Non riesco a prendere troppo sul serio i social network...sarà per questo che ogni tanto li frequento?
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    No.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    No, mi interessa la poesia, non i ruoli. Credo non sia questo il tempo di "ruoli pubblici" per i poeti. Ammesso lo sia mai stato. Questo meglio di me lo ha spiegato Auden nel suo "Il poeta e la polis".
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    No.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Si può intervenire solo come cittadini liberi e consapevoli. Come ha detto Brodskij, l'unica cosa che hanno in comune poesia e politica sono solo un paio di lettere. E lo diceva lui, uno che ha conosciuto il carcere, il lavoro forzato e l'esilio.