Censimento dei poeti

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Gianluca D’Andrea

Gianluca D’Andrea, (nato a Messina il 23/09/1976) poeta, critico e traduttore. Suoi testi, interventi e traduzioni in antologie, numerose riviste italiane e sul web. Ha pubblicato: Il Laboratorio (Lietocolle, 2004); con Vincenzo Della Mea ha curato l’antologia Verso i bit (2005); Distanze (2007, scaricabile al sito www.lulu.com); Chiusure (Manni, 2008); Canzoniere I (L’arcolaio, 2008); Evosistemi (Edizioni L’Arca Felice, 2010).
Attualmente vive a Treviglio (BG) con la sua compagna e la figlioletta Sofia.

E-mail: [email protected], [email protected]

Sito web: http://gianlucadandrea.wordpress.com

A Sofia

Pioveva il giorno della tua nascita,

riuscivo ad osservare poche luci

gli stop dei motorini,

il tragitto da una parte all’altra della città

tra i lampioni e la pioggia.

Il quattro giugno duemilaundici

ti ho vista per la prima volta separata da chi mi accompagna

e ho visto te respirare nel dolore

la nuovissima aria, sconosciuta,

il tuo primo trasloco.

Ho ricordato la mia solitudine

nel momento in cui senza protezione

ti lanci nella vita che ti accade.

Piccola estranea, fibra che si estende

lontano

dal nostro incontro,

adesso ti tocco per conoscere i confini

e rispettare le tue soglie.

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Messina e Firenze.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo tra la Sicilia e la Lombardia per motivi professionali.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Ho fatto solo qualche esperimento in messinese, mai pubblicato però.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho studiato Lettere Moderne.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Direi di sì, dal momento che insegnò lettere alle scuole medie.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Propongo agli alunni una giusta, a mio avviso, dose di poesia, la risposta è positiva.
  • 7. Quali lingue conosci?
    L'inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese e Francese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Direi che la poesia mantiene un ruolo fondamentale all'interno del percorso curricolare. Occorre ristrutturarne le modalità d'insegnamento, questo è evidente per chi è sul campo, spesso ci si limita alle biografie dei poeti e alle linee molto generiche di poetica, il che è certamente desolante.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Molto.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non ho mai quantificato, credo di superare costantemente la trentina.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    In particolare saggi di vario genere e narrativa.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Direi che il rapporto con la tradizione classica è permanente con riprese continue e riferimenti. Le radici classiche aiutano a identificarci all'interno di un contesto comune. Certo, il quadro adesso è più complesso e le culture s'intrecciano in ambito globale, ma le origini restano.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Il rapporto è ancora più stretto, la vicinanza cronologica lo richiede. Credo, infatti, che gli sviluppi letterari in questi due secoli implichino una ristrutturazione del messaggio umano, in poesia, nello specifico, si combatte tantissimo con la tradizione novecentesca.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Il continuo decentramento dei valori, in poesia, mi ha condotto alla rivalutazione del ruolo del soggetto dopo la presunta dissoluzione novecentesca. Mi sono, per questo, legato all'esperienza "vociana". Per motivi simili, ho considerato l'opera di Zanzotto decisiva per la rinascita di una voce (quella del poeta) in grado di annunciare ancora una dimensione etica.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Domanda difficile perché i giochi sono ancora in corso. La mia fiducia va ai più giovani perché in loro intravedo un'apertura nuova al mondo e un'attenzione altrettanto nuova al soggetto, per questo sceglierei: 1) "Per ogni frazione" di Davide Castiglione, 2) "Nel debito di affiliazione" di Lorenzo Mari. Per originalità aggiungerei 3) "Humus" di Francesco Maria Tipaldi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Dall'anno scorso ho avuto il piacere e l'onore di far parte dell'organizzazione del Trevigliopoesia in cui già da nove anni si propone al pubblico il meglio della poesia italiana contemporanea.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Hanno la capacità di velocizzare lo scambio e mantenere i contatti, importante è non mancare le occasioni d'incontro personali.
  • 19. Hai un blog?
    Sì: gianlucadandrea.wordpress.com
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Ho collaborato in passato a entrambe le categorie, in questo momento mi piace sentirmi svincolato da scadenze e possibili forzature.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Potrebbe esserci riconsiderando ab origine la necessità della sua voce, ma solo dopo aver ricostruito la possibilità per il soggetto di esprimersi in termini di valori costituenti la nostra stessa esistenza in questo pianeta.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Non ne ho conoscenza diretta.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Non ho un buon rapporto con le politiche culturali.