Censimento dei poeti

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Cristiano Poletti

Cristiano Poletti è nato il 12 aprile 1976 a Treviglio (Bergamo) e risiede, sempre in provincia di Bergamo, a Brignano Gera d’Adda.
Autore delle raccolte: Mari diversi, Book, 2004; Non Nome, Manni, 2007; Porta a ognuno, L’arcolaio, 2012. Autore del saggio Trovandomi in inviti superflui in L’attesa e l’ignotoL’opera multiforme di Dino Buzzati, a cura di Mauro Germani, L’arcolaio, 2012.
Dal 2007 dirige il festival Trevigliopoesia (trevigliopoesia.it).
Laureato in Storia a Padova, è impiegato all’Università di Bergamo.
Presso hellyearadio.it conduce la rubrica Argot – la poesia raccontata.


E-mail: [email protected]

Sito web: http://cristianopoletti.blogspot.it/

Chiaro il resto


Su per la collina, poi in cima

l’ordine di un disegno, la casa,

pare un cerotto messo al prato.


Confuso, il viso

prestato al paesaggio,

ferito dai giorni, non sa

la trincea di ogni notte -

ogni notte più scura.


Così chiaro il resto,

sul monte appena distante

il valzer nemico

inizia in un momento.


Sì, arrivano, non c’è tempo,

la piastrina smetterà

di ricucire il sangue.


L’uomo è preparato a questo.

È quel che pensavo,

è ciò che amo e lo riconosco.

(da Porta a ognuno, L’arcolaio, 2012)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Padova, per quanto riguarda gli studi universitari.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No, vivo nel paese in cui sono nato.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    Scrivo in italiano, salvo - raramente - qualche parola in dialetto o qualche espressione tipica della parlata locale.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Sono laureato in Storia moderna.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì, in parte. Lavoro all'università come impiegato e sono assistente di Storia economica. Poi la scelta degli studi universitari continua ad avere a che fare con il lavoro di scrittura.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No, non in particolare, anche se alla fine "tutto si tiene insieme".
  • 7. Quali lingue conosci?
    Oltre alla lingua madre, l'inglese e il francese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese e francese, più - qua e là - tentativi in altre lingue, spagnolo e tedesco in particolare.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Nella mia personale esperienza è stato davvero buono, attraente, approfondito. In generale, per quanto ne so, mi sembra di capire sia spesso mal trasmessa.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, certo.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Dei nuovi potrei dicre circa dieci, quindici. In realtà, tuttavia, torno spesso a leggerne diversi altri già letti in passato.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Narrativa, soprattutto americana, francese, austriaca. Poi saggistica, filosofia e storia.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Non ho una cultura classica alle spalle, e me ne dispiaccio. Non si tratta dunque di un rapporto vivo e manca in me - lo ammetto - curiosità. Spero di recuperare, con gli anni.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Ottimo rapporto.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Ungaretti, Pavese, Sereni, Luzi, Zanzotto, Auden, Szymborska, su tutti (ma tra molti altri). Semplicemente perché mi ci ritrovo e mi portano a scrivere.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Non sono preparato. Apprezzo il lavoro di alcuni miei coetanei, ma non posseggo un quadro sufficiente per dare una risposta.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, dal 2007 dirigo Trevigliopoesia, festival di poesia e videopoesia. E dal 2013 sono redattore del blog Poetarum silva.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Un ruolo importante, ovviamente, di informazione e diffusione.
  • 19. Hai un blog?
    Sì (si chiama La penna degli anni).
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì, Poetarum silva.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Un ruolo pubblico non credo proprio. Ma il ruolo del poeta credo sia essenzialmente esserlo, e sarebbe già tutto. E, da questo, più che un ruolo potrebbe avere un risalto - artistico - pubblico. Poi, da cittadino, come ogni altro cittadino, potrebbe avere un ruolo pubblico.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Non direttamente. Mi piacerebbe conoscere da vicino la realtà statunitense.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Credo si possa intervenire sulla propria cultura ed eventualmente mettersi al servizio della politica. Grandi ragionamenti sulla "politica culturale" non so o non voglio farne.