Censimento dei poeti

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Tommaso Meozzi

Tommaso Meozzi è nato il 22-05-1984 a Bagno a Ripoli (Fi). Vive a Firenze, dove si occupa di letterature comparate. Nel 2010 è uscita la sua raccolta di poesie dal titolo La superficie del giorno (Le Cariti Editore). Sempre nel 2010, gli è stato assegnato il primo premio del concorso di poesia Lerici Pea-Sezione giovani, intitolato a Lucia Roncareggi. Ha collaborato a numerose riviste con interventi poetici («Poesia», «Bloc Notes») e saggistici («La rassegna della letteratura italiana», «Il Portolano», «La casa dei doganieri»). Dal 2013 è dottorando presso l'Università degli Studi di Firenze.


E-mail: [email protected]

Sito web: http://propagginivirtuali.blogspot.it

Vorrei un velo sul tuo viso stropicciato,

che poi non resti che il simulacro

di tutti i tuoi dolori, come in una sindone

per me sacra

di cui ridere insieme

– cade la neve sul binario

che scende fino all'abisso, si rivela

l'assenza dell'ultima parola –.

Ecco ciò che s'imprime negli occhi del bimbo

e poi si scorda lungo tutta una vita,

ecco dov'era finita

la linea di luce

nella bufera.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Firenze, Monaco.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sì. Per motivi di ricerca.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Letterature Comparate.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Sì.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano, tedesco, inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Italiano, tedesco, inglese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Che è importante che i ragazzi imparino a conoscere, senza pregiudizi, i propri sentimenti, in modo da avere più possibilità di comportamento. La poesia può aiutare in questo. Andrebbe insegnata come strumento che rende possibile una ricerca personale, non come olimpo di autori idealizzati.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, mi piace leggere poesia. Dove la trovo. Sui libri, sui muri, su internet.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non leggo libri interi, ma leggo alcune poesie.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Psicologia, sociologia, romanzi, filosofia, critica letteraria, artistica, cinematografica.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Ho letto qualcosa al liceo e poi all'università. Posso dire di avere una conoscenza di tipo manualistico, accompagnata dall'approfondimento di alcune opere.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Sono più competente, avendone fatto l'oggetto dei miei studi successivi.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Dino Campana, per la sua visione dionisiaca della città. Per la comunità, direi comunione, di figure grottesche che descrive. Gottfried Benn, per la descrizione dell'uomo come animale dominato dalle pulsioni, che divinizza le sue pulsioni non riuscendo a comprenderne l'origine. Ungaretti: per la ricerca di una morale minima, basata sull'attribuzione della parola appropriata a ogni sfumatura.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Non so fare tre nomi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, ho fatto alcune letture, partecipato a concorsi, e utilizzo social network.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Attualmente un ruolo considerevole. Essendo la poesia uno spazio in cui desidero essere libero, esprimermi per ciò che sono, ritengo opportuno possedere i mezzi di produzione che mi permettono di pubblicare. Anche se desidererei interessare agli editori e ai distributori.
  • 19. Hai un blog?
    Sì. Ma uso prevalentemente Facebook.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Non stabilmente. Alcune mie poesie sono state pubblicate su «Poesia» e «Bloc Notes».
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    La poesia lavora sui margini.Siccome non sbraita, è una rivoluzione silenziosa che si approccia agli individui.La poesia è politica.E' un modo di coltivare la propria anima e di esprimersi, anche quando non si fa poesia. Il poeta è sempre pubblico, nel senso che ha interlocutori. Per quanto riguarda gli spazi istituzionali credo che ce ne debbano essere molti. La poesia fa le persone socievoli.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    In Germania mi è capitato spesso di imbattermi in poetry slam, letture pubbliche in cui, previa iscrizione, si può liberamente intervenire.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Prima di tutto portando avanti le proprie iniziative. Ci sono una quantità di luoghi in cui è possibile fare letture pubbliche. Poi chi ha un'organizzazione che si è fatta un nome attraverso gli anni e ha dei fondi, dovrebbe affiancare gli autori emergenti ai noti, senza temere. Le letture dovrebbero essere seguite da dibattiti.La poesia si può criticare.Cercare le istituzioni, mai aspettarle.