Censimento dei poeti

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Cristina Babino

Cristina Babino è nata ad Ancona nel  1976 e vive ad Antibes, Francia. Tra le sue pubblicazioni: La donna d’oro (peQuod, 2008), la monografia critica La Ferita. Opere di Walter Angelici 1994 - 2009 (La Via Lattea, 2010), ed è inclusa in varie antologie e riviste italiane e straniere, tra cui Registro di Poesia #4 (D’If, 2011), Nodo Sottile 5 (Le Lettere, 2008), Nostro Lunedì, L’opera continua, Aesthetica, Poetry of the World / 6. Suoi scritti critici sono apparsi sulle riviste Poesia, Le voci della luna, Stilos. Ha curato e tradotto la raccolta Car Museum del poeta americano John Taggart (L’Arca Felice, 2012).


Sito web: http://lacuginaargia.wordpress.com/

Fuga in Albione

Rimbocco la Manica
e il collo del maglione
 

serrata la bocca
in un saluto e i boccaporti
scolorano scie d’elica
inseguite da chi resta
 

s’inchioda a un molo
non nuota e non affoga.
 

Io le ho perse – già-
in partenza e nell’arrivo
a uno scoglio bianco smisurato
dentatura se esiste di balena
 

teoria e tramonto di polene
seni d’acciaio eros metallo
prua in benvenuto.
 

Raccoglie transfughi moderni
la perfida Albione
 

e ora coperta da miglia marinare
sto dove il tempo alla finestra
è un margine mutevole
e piovoso.
 

(tratta da Suite d’Inghilterra, in Nodo Sottile 5, Le Lettere, Firenze, 2008)


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ho compiuto i miei studi universitari a Bologna.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Da quando ho lasciato la mia città natale Ancona (ma anche prima di trasferirmi definitivamente) ho vissuto e lavorato in diverse città europee. Dal 2008 vivo stabilmente in Francia. I motivi del mio trasferimento sono la mancanza di prospettive di lavoro soddisfacenti nella mia città (e regione) e la volontà di conoscere in modo approfondito culture e lingue diverse.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No, non ho mai scritto in dialetto.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho frequentato il liceo linguistico ad Ancona e mi sono poi laureata in Arti Visive al DAMS di Bologna.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Ho svolto diversi lavori, tutti più o meno legati alla mia formazione linguistica e artistica, o mansioni per la quale erano comunque richieste le mie competenze.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Non attualmente, ma ho svolto lavori nel campo dell'editoria e del giornalismo, e altri per cui era richiesta comunque una buona capacità di espressione scritta. Occasionalmente svolgo lavori di traduzione da lingue straniere, anche di testi poetici.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese e francese a livello avanzato, tedesco a livello intermedio.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    soprattutto inglese e francese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Penso che in generale sia molto carente e che i programmi non siano assolutamente adeguati soprattutto per quanto riguarda la poesia contemporanea.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Certamente, mi sono avvicinata alla poesia fin da piccola.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Credo una media di circa 20 libri di poesia all'anno.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Saggi d'arte, romanzi.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Mi appassionano i classici greci (che vorrei conoscere però in maniera più approfondita), meno i latini.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Per l'Ottocento ho una predilezione per la letteratura francese (Zola, Balzac, Stendhal, Flaubert), per il Novecento invece per Pirandello, Pavese, Calvino, Bassani, ma anche Kafka.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale, per un motivo quasi “affettivo”, dato che l’ho approfondito in mondo particolare e sulla sua opera ho scritto la mia tesi di laurea. Sicuramente Pasolini, oltre che per l’opera, per la figura di poeta intellettuale, spesso profetica. E poi Giovanni Raboni soprattutto per la sua “etica del quotidiano” e il suo taglio narrativo, quasi di frammento cinematografico.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    - Resoconto su reddito e salute, di Igor De Marchi
    - L'ospite, di Elisa Biagini
    - Artico, di Francesca Matteoni
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Ho partecipato in molte occasioni all'organizzazione di festival, presentazioni e rassegne di poesia.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Frequento la rete e i blog letterari in modo più assiduo a partire dal 2005, quando mi sono trasferita in Inghilterra per lavoro. Vivendo all’estero e non avendo la possibilità di frequentare spesso fisicamente i reading, le presentazioni e le iniziative di poesia, nel mio caso la rete e i social network hanno una grande importanza, anche per mantenere rapporti con altri poeti.
  • 19. Hai un blog?
    sì, ma è semplicemente uno spazio che uso come archivio delle mie pubblicazioni cartacee e online:

    http://lacuginaargia.wordpress.com/
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Ho collaborato molto spesso sia a riviste online che cartacee
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Molto poco, in Italia, e forse sempre meno. Il pochissimo valore riconosciuto alla cultura come mezzo di innalzamento della qualità della vita e la scarsissima educazione che viene destinata ai cittadini in questo senso contribuiscono ad abbassare sempre di più il livello di consapevolezza dell'importanza delle proprie radici culturali, e quindi anche della poesia.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Per la mia esperienza in realtà estere come l’Inghilterra, la Francia e anche il Portogallo, il poeta ha senz’altro molti più spazi di intervento rispetto all’Italia, gode di una considerazione e di una possibilità di espressione pubblica maggiori. In Francia, ad esempio, la cultura e la letteratura trovano normalmente spazio in televisione anche in prima serata.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    La cultura in Italia purtroppo è vista come qualcosa di complessivamente superfluo, che non produce profitto e sulla quale è lecito risparmiare e operare tagli prima che in altri ambiti. Occorrerebbe una classe dirigente rinnovata, capace di comprendere la necessità e l’urgenza di un’inversione di tendenza totale in questo approccio del tutto sbagliato, miope e controproducente.