Censimento dei poeti

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Tommaso Di Dio

Tommaso Di Dio (1982), vive e lavora a Milano. É autore di Favole, Transeuropa, 2009, con la prefazione di Mario Benedetti. Ha tradotto una silloge del poeta canadese Serge Patrice Thibodeau, apparsa nell’Almanacco dello Specchio, Mondadori, 2009. Nel 2012 una scelta di suoi testi è stata pubblicata in La generazione entrante, Ladolfi Editore. Dal 2005 collabora all’ideazione e alla creazione di eventi culturali con l’associazione Esiba Arte, per la cui compagnia teatrale scrive testi. Nella sua città e in altre, partecipa agli incontri di poesia Fuochi sull'acqua.


La terra è una crosta sottile

asfalto tubi ghiaia, poi

strati già fossili, laterizi, fondamenta e più giù

la muta rena. E questa lingua falsa

sembra tenerci, trattenerci

sul piano sicuro delle cose; dare fiato

aria sopra i cortili, nelle vette gli alberi

la luce che lì s'incurva e piega secondo la mano

che prende, la mano che lascia. Ma nell'ambra.

E nella pattumiera. Ai bordi della strada, nella bolla cava

dentro la corteccia e dentro la sepolta

pietra lentamente abrasa, la vita

è meno morte che questa

carne sfatta sempre più

dalla gioia; che è

e trema.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Milano.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Sono Laureato in Letteratura Italiana.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sì.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Sì.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Italiano. Inglese. Latino. Leggo in francese, ma non lo padroneggio.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese. Latino. Italiano. Francese. Poco portoghese e spagnolo.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Disastroso. Ma è colpa soprattutto degli insegnanti, non dei programmi. Sarebbe opportuno che ci fossero più opportunità di incontrare gli autori viventi, direttamente a scuola.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    sì. Ma oggi la poesia non è solo nei libri cartacei.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    No. Ne leggo tanti. Più di venti? E spesso rileggo i già letti.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Filosofia. Storia dell'arte.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    La letteratura latina è una forte componente della mia formazione, umana e artistica. Per me è una lingua morale.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Sono il fondamento e una continua scoperta.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Secondo me, ogni poeta ha l'ambizione di assommare a sé l'intera tradizione, senza tempo. Eppure riconosco nel mio passato biografico alcuni incontri importanti di autori del '900: Montale, Quasimodo, Ungaretti. Saba, Rebora. Eliot, Pound, Celan. Gatto, Scotellaro. Sereni, Porta, Zanzotto.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Tre sono pochi. Secondo me. Scelgo di attenermi soltanto ai nati negli anni '70 e, sotto, scelgo tre libri di nati negli anni '80 per me di grande valore compositivo.[anni '70] G. Turra, Condomini e figure|F. Serragnoli, Il rubino del martedì|G. M. Annovi, La scolta|[anni '80] A. Frison, Le ore della dispersione|F. Mancinelli, Pasta madre|F.M. Tipaldi, Humus
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì. Organizzo un ciclo di letture insieme a Alessandra Frison: Fuochi sull'acqua. E collaboro con diversi altri eventi di poesia in Italia.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    è un ottimo mezzo di informazione e condivisione. Di altri usi non mi interesso.
  • 19. Hai un blog?
    no.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    sì: Nuovi Argomenti, Atelier. e con altre in maniera meno assidua.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    sì. Ma è una questione di scarsa importanza. Più che il ruolo pubblico del poeta, a me preme il ruolo pubblico della poesia.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Non direttamente. Ma penso che in altri paesi il poeta abbia qualche possibilità in più per diffondere la tradizione a cui appartiene.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Difficile. Ma io credo che serva impegno e serietà. E anche chiara e pratica organizzazione. Cosa che è mancata e manca, creando un vuoto di credibilità di molte proposte.