Censimento dei poeti

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Giovanni Turra

Giovanni Turra è nato a Mestre nel 1973 e risiede a Mogliano Veneto. Insegna materie letterarie al liceo. Ha vinto l’edizione 2007 del Premio Cetonaverde Poesia; ha pubblicato le raccolte Planimetrie (1998) e Condòmini e figure, in Poesia contemporanea. Nono quaderno italiano (2007). Suoi testi sono apparsi su riviste specializzate italiane ed estere. Files audio delle sue poesie sono scaricabili dal sito della trasmissione radiofonica «Fahrenheit». Sua la curatela de Le vie della città di Emilio Cecchi (2004) e del Colloquio con Francesco Biamonti (in F. Biamonti, Scritti e parlati, 2008).

Superfici

Non c’è sguardo che fissi la mia nuca

ma un’altra nuca ancora,

seduti come siamo,

lo sconosciuto e io,

dentro il gazebo che fa vela

a Treviso, in Piazza Pola.


Impareremo a decifrare,

immobili entrambi e premurosi,

l’orografia dei corpi,

le superfici vaste,

le nostre schiene

come tabulae incisae.


Insetti ermafroditi a pelo d’acqua

che si toccano da dietro.

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ho frequentato il liceo a Mogliano Veneto e l'università a Venezia.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Sono nato a Mestre, dove ho trascorso la fanciullezza. Quindi la mia famiglia si è trasferita nel comune limitrofo di Mogliano Veneto. Ne ignoro il motivo.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No, non ho mai scritto in dialetto, pur parlandolo. Ritengo quello della terraferma veneziana un dialetto dimidiato, declassato a variante regionale dell'italiano: difficile conferirgli una dignità letteraria.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Mi sono laureato in Lettere Moderne e ho conseguito un dottorato in Italianistica.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    In qualche modo sì: insegno materie letterarie nei licei.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    In qualche modo sì: insegno materie letterarie nei licei.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Francese e inglese: appena sopra la soglia di sopravvivenza.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Francese e inglese.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    L’insegnamento della poesia nella scuola è troppo vincolato ai programmi ministeriali. Credo piuttosto nell'organizzazione di laboratori di poesia: mi riesce di coinvolgere così tanto i ragazzi quanto gli adulti, e i testi prodotti presentano molto spesso motivi di interesse.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, molto.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Circa una decina.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Psicanalisi, saggistica, filosofia, narrativa.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Amo moltissimo la letteratura classica. Purtroppo mi riesce di accostare quella greca soltanto in traduzione.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Amo più il Novecento dell'Ottocento, almeno per quanto riguarda la letteratura italiana. Dell'Ottocento prediligo il romanzo russo; del Novecento il romanzo americano, la poesia italiana ed europea in genere.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Per quanto riguarda la poesia italiana del Novecento: Saba, Montale, Penna, Sereni, Giudici e Raboni. Per quanto riguarda l'altra tradizione a me cara, quella angloamericana, Eliot, Williams e Larkin. Gli autori qui elencati avrebbero potuto tutti sottoscrivere, a mio avviso, il compendio della poetica di Williams: "No ideas but in things"
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Apprezzo la poesia di Gezzi, Santi e De Marchi.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, organizzando laboratori e gruppi di lettura nelle scuole e fuori.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Rete e social Network mi permettono di approcciare la poesia recente e delle ultime generazioni, e di prendere parte a dibattiti letterari e simili. Lodo su tutto Nazione Indiana, Le Parole Le Cose e le iniziative promosse da PNlegge.
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Sì, ma non sistematicamente.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    A mio avviso, proprio no.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Mi sembra che all'estero, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, il poeta goda di maggior credito che non in Italia.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Ahia, molto ci sarebbe da dire al riguardo; e certo non mi basterebbero 400 battute. Senza guardare necessariamente alle case editrici maiores, ai mass media eccetera, i poeti per intanto potrebbero sforzarsi di rinverdire un po' la visione del mondo, a cominciare dalla lingua: standardizzata oggi in modo intollerabile.