Censimento dei poeti

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Stelvio Di Spigno

Stelvio Di Spigno è nato A Napoli il 15/02/1975. È laureato e addottorato in Letteratura Italiana presso l’Università “l’Orientale” di Napoli. Per la poesia, ha pubblicato la silloge Il mattino della scelta in Poesia contemporanea. Settimo quaderno italiano, a cura di Franco Buffoni (Marcos y Marcos, Milano 2001), i volumi di versi Mattinale (Sometti, Mantova 2002, Premio Andes; 2a ed. accresciuta, Caramanica, Marina di Minturno 2006, Premio Calabria), Formazione del bianco, (Manni, Lecce 2007, finalista Premio Sandro Penna), La nudità (Pequod, Ancona 2010). Vive a Gaeta.


Fine settembre

Si presentano a orari in cui ognuno prende il volo,

verso le sette di sera quando ancora c’è il sole,

e con i loro gridi prendono forme umane,

un gigante, per esempio, o un volto conosciuto,

tanto che l’occhio non distingue il perché del movimento

e vorrebbe saperne di più, ma questi stormi

fanno a gara con corriere e treni di fortuna

a sparire per primi, risucchiando

il brusio dei pendolari, la stanchezza dei passi,

la finzione di tutto.


Vanno dove si disperdono altre voci,

questa volta scaturite dalle case in lontananza,

e c’è chi come noi ricorda vagamente

dove abbiamo ascoltato per primi

le parole che non hanno ritorno.


Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Napoli
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Lavoro ad Anzio e vivo a Gaeta, il luogo dell’anima e dell’infanzia.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Laurea in lettere e dottorato in letteratura Italiana.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Faccio l’insegnante e occasionalmente il ricercatore, quindi direi che la mia laurea ha attinenza con ciò che faccio.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    Parlo spesso di poesia, sia nei corsi universitari che a scuola.
  • 7. Quali lingue conosci?
    L'inglese
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    A buone traduzioni, raramente alla lingua originale.
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Ho iniziato a scrivere quando ero al liceo, penso che se hai un buon insegnante la scuola possa avere un peso decisivo nella formazione di un poeta e nella sua scelta di iniziare a scrivere.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Molto
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Mi piace tenermi informato, direi una trentina. Poi ci sono i classici greci e latini e ovviamente la lirica italiana dal Medioevo a oggi.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Un po’ di tutto. Attualmente teologia e filosofia morale
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Leggo e ammiro i nostri classici. Più passa il tempo, più li sento vicini e comprensibili. E inimitabili.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Un rapporto osmotico, direi. Ho scritto pagine critiche su tutti i maggiori poeti dell’800 e del ‘900. Ma il mio faro resta Leopardi.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Montale, Ungaretti, Caproni, Sereni, Zanzotto sono quelli che amo di più. Non saprei spiegare il motivo. In diverse fasi della vita ho incontrato questi poeti e mi hanno arricchito e spinto a scrivere poesie.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Non penso che siano 3, ma forse 33. E’ ancora troppo presto per fare una classifica. Per esempio, amo molto le poesie di Silvia Caratti, che non ha ancora pubblicato un libro organico.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Quando posso, lo faccio con molto piacere.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Sono stato fortunato a vivere, io Napoletano e quindi fuori da tutto, in un epoca nella quale c’è internet. In altre epoche, sarei dovuto emigrare, se avessi voluto fare il letterato sul serio. Non ho esperienza di social network.
  • 19. Hai un blog?
    No
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Con diverse riviste sia cartacee che on line.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    No, non penso che ci sia un tale spazio. Ma il mondo della poesia non è esente da colpe: è troppo autoreferenziale. I poeti parlano solo ai poeti.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Conosco molta poesia europea, attraverso amici che vivono e lavorano all’estero.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    La prima cosa che si dovrebbe fare è espellere totalmente dal mondo della cultura la politica. Sta mandando al macero tutte le nostre potenzialità culturali. La cultura deve essere appannaggio di reti di privati cittadini e associazioni sul territorio.