Censimento dei poeti

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Giulia Rusconi

Giulia Rusconi è nata nel 1984 a Venezia, dove si è laureata in Lettere Moderne. Sue poesie sono uscite in varie riviste, tra cui «AbsoluteVille», «l’Immaginazione» e «clanDestino». La raccolta Distanze ha ottenuto il primo premio Teglio Poesia 2012 per la sezione Under 40 in italiano. Parte de  L’altro padre ha vinto il primo premio Poesia Giovane 2011 di Fiume Veneto (Pn) ed è inclusa nell’antologia La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta (Ladolfi ed., 2011). Il suo primo libro è uscito con il titolo I padri per Ladolfi nell’autunno 2012. 

da I padri

Ho conosciuto un padre

è il numero duecento

mi ha insegnato che cos’è l’addio.

L’addio è fatto di baci

ma scomposti, di pose

maltenute nell’ombra. È un padre

elevato alla n, ad infinitum, è intero

razionale e reale. Mio padre

-l’altro- è sempre tornato.

Il mio padre numero duecento per dirmi addio

mi stringe con le mani i seni.



(Ladolfi ed., Borgomanero (NO), 2012)

Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    A Venezia.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    Vivo nella stessa. Non ho avuto occasioni lavorative o personali che mi hanno spinta al trasferimento.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No, mai.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Ho studiato Lettere Moderne.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    Sono inoccupata, perciò no.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    No
  • 7. Quali lingue conosci?
    Conosco bene il francese e discretamente l'inglese.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Francese; inglese (con qualche difficoltà); spagnolo (più a intuito e orecchio).
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Spesso la poesia viene trattata male: gli studenti non vengono invogliati a una lettura appassionata e di vicino interesse al loro vivere e pensare - spesso la poesia appare lontana e inaccessibile e non piace.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Molto.
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Non saprei; 20?
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Narrativa.
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    Provengo da un Liceo Classico e dai miei anni di studio mi è rimasta (oltre alla memoria) la sensibilità verso certi autori. Purtroppo però non li leggo più, se non per stralci casuali.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Con loro il mio rapporto è ottimo, ed è ancora in costruzione: sto leggendo, e i titoli sono inesauribili.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Sandro Penna per la sua leggerezza e sua semplicità, le quali, messe in mano a chiunque altro, risulterebbero ridicole; perché è un unicum.
    Giovanni Giudici per il suo modo ruvido di parlare della vita. Per le sue eccedenze, le sue prepotenze.
    Anna Maria Carpi perché mi ha aperto le porte dei 'vivi' mostrandomi come si può parlare dell'oggi.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    "Mala kruna" di Franca Mancinelli (Manni ed., 2007) - "Horse category" di Sebastiano Gatto (Il ponte del sale, 2009) - "Ius" di Erika Crosara (Anterem ed., 2010).
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Sì, ormai da diversi anni. L'ultima iniziativa pubblica è stata la rassegna "La poesia del giovedì", svolta a Venezia nel 2012/2013, la quale ha visto ospiti poeti giovani (intendo entro i 40 anni, quindi censiti) da diverse parti di Italia.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Non hanno un grosso ruolo. La rassegna "La poesia del giovedì" ha un blog: http://lapoesiadelgiovedi.blogspot.it/

    Attraverso facebook mi tengo aggiornata su recenti pubblicazioni, recensioni, premi, o polemiche e battibecchi.
  • 19. Hai un blog?
    Mio personale no.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    Collaboro da pochissimo con la rivista cartacea Atelier, che ha anche una uscita on line.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Sì. Bisogna capire cosa si intende per 'pubblico'. In breve: sarebbe assai meglio se il poeta non si avvicinasse (e adattasse) al 'pubblico' (se pubblico è quello che Parise definiva 'pornografia'), bensì che accadesse semmai il contrario.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    Non conosco bene la realtà estera, ma so che spesso 'poeta' non è solo colui che scrive/pubblica: ha un ruolo nella vita culturale in senso più ampio. All'università, per esempio: poeti (vivi!) vengono invitati a tenere seminari/lezioni (quando non insegnano di ruolo). In Italia c'è una forte 'divisione dei ruoli' che esclude il poeta (in quanto tale) dall'attività culturale.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Questione complessa. Credo che un lavoro come questo di PordenoneLegge sia un buon modo per smuovere alcune politiche stantie, almeno (e intanto) nel territorio in cui interviene. E, nelle nostre private stanze, leggere, e leggere, e leggere: questo l'imperativo, questo il nostro dovere. E il mio augurio.