Censimento dei poeti

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Stefano Serri

Stefano Serri è nato il 5 luglio 1980 a Sassuolo (Modena). Vive a Fiorano Modenese. Laureato in Discipline teatrali presso l’Università degli Studi di Bologna, lavora come infermiere. Tra i libri pubblicati, i romanzi Allegoria del nulla (2009) e Cuore diverso (2010) e le raccolte di poesia Canzoniere per Marina Cvetaeva (2007), Una fede rossa (2008), Rumore a sinistra (2011), Quaderno portoghese (2012).


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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Si avvisano tutti i lettori

che è tempo di alzarsi in piedi

per partecipare alla stesura del futuro

perché noi siamo uomini e domanda

e invito i poeti ad agire come segue:

 

Indicate il soggetto di una frase

restando responsabili del gesto di parlare

– non scrivete ogni verbo all’infinito

 

Staccate con tatto le croste

e mostrate che guariranno

i poeti con il loro sangue

l’anemia della storia

 

Rivolgetevi all’orizzonte umano

senza negare il viso verticale.

 

Poeti che il coraggio lo dite

soltanto suggerendo e non scaldate,

sostituite lo specchio con tavole di amici

e senza prolusioni o lezioni magistrali

vorrei comunicarvi questo oggi

La letteratura è un servizio.

 

 

(Da Rumore a sinistra)



Questionario

  • 1. In quale città hai studiato?
    Ho studiato, in tempi e facoltà diverse, a Modena, Bologna e Parma.
  • 2. Vivi in una città diversa da quella in cui sei nato? Per quale motivo?
    No, vivo nel paese dove sono nato e cresciuto.
  • 3. Scrivi o hai mai scritto nella parlata, nel dialetto o nella lingua minore (scegli la definizione che preferisci) del luogo in cui sei nato e/o è avvenuta la tua formazione?
    No, non ho mai scritto testi in dialetto, anche se lo conosco come parlata viva e, a volte, letto come lingua letteraria.
  • 4. Quali studi hai intrapreso? Cosa hai studiato?
    Dopo il liceo scientifico, ho studiato Infermieristica all’università di Modena; poi ho frequentato il Dams di Bologna (L.S. in Discipline Teatrali). Infine ho conseguito un Master di I livello in Comunicazione in ambito sanitario, alla facoltà di Psicologia di Parma.
  • 5. La tua laurea o il tuo titolo di studio hanno a che fare con il lavoro che svolgi?
    In merito al primo titolo di studi, sì, lavoro come infermiere da 12 anni.
  • 6. Svolgi un lavoro che ha, in qualche misura, a che fare con la tua attività di poeta?
    La mia scrittura è fortemente influenzata dal mio lavoro, anche se non è propriamente considerato un lavoro “intellettuale”.
  • 7. Quali lingue conosci?
    Inglese e francese, a un livello intermedio.
  • 8. A quali lingue accedi in originale per leggere le poesie?
    Inglese e francese. Ultimamente mi sono cimentato in traduzioni di testi poetici(soprattutto dal francese).
  • 9. Che cosa pensi dell’insegnamento della poesia nella scuola?
    Non lavorando nel settore scolastico, non posso giudicare bene la situazione attuale. Credo sarebbe già un buon risultato parlare di poesia senza renderla un computo di sillabe o una pratica desueta e noiosa.
  • 10. Al di là dell’interesse legato alle tue esigenze di informazione, ti piace leggere libri di poesia?
    Sì, leggo libri di poesia senza vincoli di lavoro o studio, contemporanei o no, non solo italiani. Rispetto ad antologie, estratti, sillogi su riviste, ecc.preferisco libri di poesia (opere complete, strutturate).
  • 11. Puoi quantificare il numero annuale?
    Cinquanta.
  • 12. Quale genere di altri libri ami leggere?
    Opere di narrativa, testi teatrali, testi di filosofia, saggistica (soprattutto legata a letteratura, musica e teatro).
  • 13. Qual è il tuo rapporto con la letteratura classica antica (greca e latina)?
    La conoscenza di base, al termine degli studi, era frammentaria. Anche se in traduzione, ritorno spesso ai drammi greci (anche a teatro) e alcuni scrittori latini, soprattutto Seneca e Orazio.
  • 14. E con i classici dell’Otto e Novecento?
    Dagli anni del liceo, alcuni classici sono letture (e riletture) fondamentali; alcuni testi, soprattutto l'Ottocento francese, hanno determinato e sostenuto la mia passione per la scrittura.
  • 15. Quali sono i poeti della tradizione novecentesca che ritieni essenziali per la tua formazione poetica? Per quali motivi?
    Giovanni Testori: la scoperta della lingua come passione.
    Pasolini: l'esuberanza e l'ecletticità dei mezzi per un'intellettuale civile.
    Amelia Rosselli: l'irruzione dell'irrazionale nel linguaggio.
  • 16. E quali sono le tre opere poetiche pubblicate a partire dal 2000, e scritte da poeti nati dagli anni ’70 in poi, che per te sono particolarmente importanti?
    Matteo Marchesini. Marcia nuziale.
    Francesca Serragnoli. Il rubino del martedì.
    Francesco Targhetta. Perciò veniamo bene nelle fotografie.
  • 17. Ti occupi di promuovere la letteratura e la poesia attraverso iniziative pubbliche?
    Partecipo occasionalmente a letture e incontri a livello locale, ma non come organizzatore responsabile.
  • 18. Quale ruolo hanno la rete e i social network nel tuo occuparti di poesia?
    Piuttosto scarso, sia come lettura o pubblicazione di testi che come divulgazione o condivisione di iniziative.
  • 19. Hai un blog?
    No.
  • 20. Collabori per riviste on line e/o cartacea?
    No.
  • 21. C’è, nella tua opinione, spazio per un ruolo pubblico del poeta nella società di oggi?
    Il ruolo pubblico di uno scrittore è spesso legato a un altro ruolo assunto (ad es.come giornalista) e non come “intellettuale puro”. Spesso l’informazione spesso soppianta la cultura. Più che a ruolo pubblico, credo che il poeta possa ambire a un ruolo civile: questo lo può fare con la sua opera.
  • 22. Conosci realtà diverse dalla nostra, per quanto riguarda il ruolo pubblico dei poeti, fuori d’Italia?
    No.
  • 23. Pensi che si potrebbe intervenire sulla politica culturale attuale e, se sì, in quale modo?
    Non ho una conoscenza della realtà culturale così vasta da formulare progetti. si potrebbe iniziare alleggerendo il legame tra Stato e cultura (rivedendo l'entità e il ruolo delle sovvenzioni, ad esempio).