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Fondazione Pordenonelegge protagonista a Paestum

2 aprile 2025

Si intitola “Università laboratorio di speranza” il meeting nazionale promosso dall’Università Cattolica di Milano per una delegazione di studenti, docenti e operatori dell’Ateneo che per tre giorni farà il punto a Paestum sugli scenari e i temi legati al futuro dei giovani. Proprio in questa sede il “caso” pordenonelegge, quale buona pratica nazionale in tema di progettazione culturale, sarà raccontato e discusso grazie all’intervento di Michela Zin, direttrice di Fondazione Pordenonelegge, che interverrà nella serata di venerdì 4 aprile sul tema “Pianificare un evento e valorizzare un territorio”. Sarà l’occasione per focalizzare non solo sulla Festa del libro e della libertà, ma anche sulla città di Pordenone e su un intero comprensorio che ha saputo fare squadra e valorizzare il proprio asset culturale, quel patrimonio comune che solo pochi giorni fa è valso la proclamazione a Capitale italiana della Cultura 2027. «Poter contare su una platea di operatori e delegati dell’Università Cattolica, ma anche di studenti ai quali raccontare l’esperienza di pordenoneleggespiega Michela Zin – è un’opportunità importane, perché significa trasmettere il valore della cultura come volano di sviluppo alle generazioni che si apprestano a raccogliere il nostro testimone. Come Fondazione, e prim’ancora attraverso pordenonelegge abbiamo sempre guardato ai giovani come ai nostri interlocutori ‘speciali’, con i quali rapportarci in una visione di futuro, attraverso iniziative dedicate ma anche attraverso collaborazioni e iniziative importanti con istituti e scuole, da Raccontinclasse con il Liceo Leopardi - Majorana a pordenonescrive Young_master sul racconto, in partnership con l’Istituto Giuseppe Toniolo che collabora all’evento di Paestum. Soprattutto, abbiamo guardato e tuttora puntiamo sui giovani come protagonisti e risorsa con cui condividere anche la cura degli eventi che progettiamo: come avviene da oltre due decenni per gli “Angeli” di pordenonelegge: con la consapevolezza che la crescita personale e professionale passi proprio da esperienze nelle quali condividere, insieme alla gioia e alla piacevolezza del contesto, il proprio impegno responsabile.  A Paestum – conclude Michela Zin – porterò quindi una ‘storia’ di successo e anche il diario di come abbiamo saputo fare rete, sul territorio, unendo intorno alla Camera di Commercio cittadina, e poi intorno alla Fondazione Pordenonelegge, gli attori culturali, economici, istituzionali, la nostra città. Nel segno della cultura come valore comune e risorsa concreta per la comunità».

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